La preghiera dell’Italia per la pace in Ucraina

Bohdan Luhovyi

In questi giorni, il mondo intero sta pregando per l’Ucraina e il suo popolo, che soffre per mano dell’aggressore russo. Se molti sottolineano l’importanza di fornire supporto umanitario e militare allo stato ucraino, per i cristiani è anche importante pregare per la fine della guerra.

Queste preghiere si svolgono da giorni in tutte le diocesi italiane e nel cuore della Chiesa cattolica romana. Il 27 febbraio, durante la preghiera dell’Angelus, il Papa ha chiamato tutti a pregare di più il Signore per la pace in Ucraina.

“La guerra scatenata dalla Russia in Ucraina rende ancora più urgente l’appuntamento del Mercoledì delle Ceneri, la preghiera e il digiuno corali perché torni la pace dove la gente inerme cerca scampo o muore”, ha detto il Papa, ricordando anche alle “mamme in fuga con i loro bambini…”. Pregheremo, è l’invito di Francesco, “per sentirci tutti fratelli e implorare da Dio la fine della guerra”.

Anche altre diocesi italiane pregano da pace in Ucraina. Nella diocesi di Parma il 25 febbraio è stato acceso un cero nella Cappella dei caduti a conclusione della messa celebrata da monsignor Enrico Solmi. Anche il 1° marzo, monsignor Oscar Cantoni ha recitato il rosario insieme ai fedeli in cattedrale. Il vescovo di Bolzano Bressanone, monsignor Ivo Muser, ha disposto che tutte le campane della diocesi suonino a mezzogiorno del 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, “in segno di pace, riconciliazione e solidarietà”. Nello stesso giorno tutti i santuari mariani della diocesi di Torino e Susa hanno dedicato un momento di preghiera a Maria, Regina della pace.

Il 2 marzo papa Francesco ha chiesto il digiuno e la preghiera per la pace e la fine della guerra in Ucraina. L’appello del Pontefice a credenti e non credenti: “La Regina della pace preservi il mondo dalla follia”.

Anche i vescovi di Firenze hanno risposto all’appello del Papa chi dichiarando l’adesione ferma e convinta alla giornata di preghiera e digiuno.

“Senza preghiera e senza digiuno questi demoni non si schiacciano e quello della guerra è il peggiore demonio con cui abbiamo a che fare in questo momento. Sia benedetta questa iniziativa del Santo Padre per invocare la pace”, il commento del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei.

Il 3 marzo il Papa ha detto sul suo Twitter: “O Signore, ascolta la preghiera di quanti confidano in Te, soprattutto dei più umili, dei più provati, di coloro che soffrono e fuggono sotto il frastuono delle armi. Rimetti nei cuori la pace, ridona ai nostri giorni la tua pace. Amen”.

Molti ucraini devono lasciare le loro case e fuggire in altre parti dell’Ucraina dove la guerra non è ancora scoppiata, o fuggire all’estero. Altre centinaia di migliaia di ucraini si trovano in una situazione molto difficile a causa di questo male che sta accadendo in casa. Molti bambini restano senza padri, donne senza uomini, madri senza figli. Il Papa si è fatto portavoce di tutti affermando che questo l’orrore della guerra che deve essere fermato: “Dio porti la pace in Ucraina!”