L’insolito caso di un Giubileo che potrebbe ripetersi

1700 un Giubileo che conosce due Papi

Vicenzo Foti

Con l’aggravarsi delle condizioni di salute del Santo Padre, cresce la preoccupazione anche per le difficoltà e le ripercussioni sull’andamento degli appuntamenti giubilari. Sembra una situazione più unica che rara, eppure non è la prima volta che nella storia si verifica la malattia di un Papa durante un anno giubilare.

“Una preoccupazione motivata, che ci fa riguardare la realtà come un insieme di corsi e ricorsi storici”afferma il professore Diego Pinna, docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana e Vice-rettore dell’Almo Collegio Capranica in Roma.

La precarietà della salute del Santo Padre sembrava far vacillare l’andamento regolare dell’anno giubilare. La storia, però, sembra aver conosciuto una situazione analoga.

«Certamente si. Infatti, il XVI Giubileo della storia dell’anno 1700, indetto con la bolla “Regi saeculorum” da Innocenzo XII il 18 maggio 1699, ha presentato una situazione analoga a quella che abbiamo vissuto negli ultimi mesi. Innocenzo XII, già ammalato e all’età di 85 anni, nonostante l’indizione del Giubileo, non riuscì a presiedere la cerimonia di apertura della Porta Santa di san Pietro e delegò il card. Cardinale Emanuele Bouillon, vice decano del Collegio Cardinalizio, scelta che si ripeté anche per l’apertura delle altre porte sante delle Basiliche Papali di Roma.».

Quale fu la risposta dei pellegrini durante quell’insolito anno Santo?

«Alcuni studiosi e scrittori dell’epoca, per il grande afflusso di pellegrini nella città eterna, paragonano Roma a Parigi, città sicuramente più influente durante il 1700. L’affluenza maggiore si registra soprattutto durante la settimana santa di quell’anno, quando il Papa, seppur molto malato, si affacciò, nel giorno di Pasqua, dal balcone del palazzo del Quirinale per impartire la solenne benedizione papale, anche se alcuni eventi storici dell’epoca ne condizionarono l’andamento».

Ci sono punti di contatto con il nostro tempo storico?

«Lo scenario in cui si svolse il Giubileo del 1700 ha sicuramente dei punti in contatto con il tempo che stiamo vivendo, nonostante siano passati più di 500 anni. Certamente un’analogia è data dal clima di guerra che viviamo oggi, e che è fonte di preoccupazione ma anche invito ad una preghiera colma di speranza: anche allora si vivevano gli strascichi delle guerre, spesso causate da motivi confessionali, che hanno caratterizzato buona parte dell’epoca moderna».

Come si concluse l’anno santo del 1700?

«L’anno santo si conclude con il soglio di Pietro vacante. La morte di Innocenzo XII obbligò la convocazione immediata di un conclave che si concluse il 23 novembre dello stesso anno con l’elezione del cardinale Giovanni Francesco Albani, che divenne papa Clemente XI. Quest’ultimo si impegnò a portare avanti il lavoro del suo predecessore e a chiudere il primo giubileo della storia, aperto da un papa e concluso da un papa diverso, non senza alcune difficoltà. Infatti, nei mesi successivi all’elezione dovette affrontare l’esondazione del Tevere che rese impraticabile la Basilica Papale di San Paolo fuori le mura, impedendone il raggiungimento, al già esiguo numero di pellegrini. Per questi disagi, e in via del tutto eccezionale, il papa neoeletto fu costretto a rendere meta giubilare Santa Maria in Trastevere e a concedere l’indulgenza plenaria a tutti i pellegrini che avessero partecipato ad un solo dei riti di chiusura di una delle Porte Sante di Roma».