Riflettori puntati sul collegio cardinalizio

Léonce Bio Tabé

Quasi per un mese, la salute del papa è diventata debole, una situazione che spinge il mondo giornalistica a rivolgere la sua attenzione sul collegio dei cardinali della chiesa cattolica. Il collegio cardinalizio è, infatti, la istanza la più elevata della gerarchia della chiesa cattolica, i primi collaboratori del pontefice per l’amministrazione della chiesa universale.

Secondo l’Annuario pontificio, il collegio cardinalizio, definito anche come sacro collegio cardinalizio, o più semplicemente sacro collegio, è l’insieme dei cardinali della Chiesa cattolica. Secondo l’elenco aggiornato al 1° marzo 2025, data dell’ultima variazione, il collegio cardinalizio conta 137 cardinali elettori nel caso in cui la sede apostolica divenisse vacante e 115 cardinali non elettori resultando così a un totale di 252 cardinali nel mondo intero.

Il collegio cardinalizio ha la sua origine dal concilio Lateranense (1059) che stabilì che l’elezione del Papa dovesse avvenire esclusivamente per opera del collegio dei cardinali, dovesse avere luogo a Roma e che l’eletto fosse possibilmente scelto all’interno del clero romano. Veniva così escluso l’intervento della nobiltà romana nell’elezione dei pontefici, così come fortemente limitato il diritto dell’imperatore al quale erano riservati il “dovuto onore e riverenza”.

Oltre i diversi compiti dei cardinali nei loro vari paesi e diocesi, i cardinali hanno tre compiti principali nel governo della chiesa universale: il primo è che il sacro collegio provvede all’elezione del papa; tuttavia, in conclave, non entrano tutti i membri del collegio, ma solo quei cardinali che non hanno compiuto l’ottantesimo anno di età il giorno precedente l’inizio della sede vacante. Il secondo riferisce a unirsi collegialmente quando il Papa convoca il sacro collegio per valutare aspetti generali o specifici del governo della Chiesa universale. L’ultimo è di assistere personalmente il Papa nel suo impegno pastorale attraverso gli uffici e gli incarichi a cui è deputato.

 Divenire cardinale non è un sacramento ma un titolo onorifico che è conferito su un vescovo; quindi, i cardinali sono ‘‘creati’’ (questo è il verbo che si usa) dal papa durante un concistoro. L’ultimo concistoro del papa Francesco data dal 7 dicembre 2024 in cui ha creato 21 nuovi cardinali.

Una vista generale di questo collegio oggi, ci aiuta a capire quale può essere l’origine dei possibili cardinali papabili per un futuro conclave. La diversità geografica, fatta di diversi colori e nazionalità, rappresenta e esprime l’unità della chiesa nella sua diversità di lingua e cultura. Attualmente, l’Europa conta 120 cardinali dei quali 59 sono elettori; America de Nord, 28 cardinali con 16 come elettori; America Centrale, 8 cardinali con 4 come elettori; America del Sud, 32 cardinali con 18 elettori; Africa 27cardinali con 16 come elettori e l’Oceania ha 3 cardinali, tutti  elettori.

Dall’altro punto di vista, si può considerare i cardinali in termini di diocesani oppure appartenenti a ordini e congregazioni religiose. Al giorno d’oggi, la chiesa cattolica conta 53 cardinali religiosi (francescani, dominicani, gesuiti, ecc.), dei quali 34 sono elettori. Invece quelli diocesani sono 109, con 103 come elettori.

Da questi diversi cardinali nel mondo, è importante ricordare che 109 sono stati creati durante il pontificato di papa Francesco. Il più giovane tra loro rimane il cardinale ucraino Mykola Bycock, che ha 45 anni. Quindi in caso di sede vacante, il prossimo pontefice verrà dai questi 137 cardinali elettori.