Vincenzo Foti
Un ringraziamento speciale per chi si spende al servizio della verità
Un’atmosfera di grande entusiasmo e aspettativa, quella che ha preceduto la prima udienza di Papa Leone XIV, la prima del suo pontificato, presso l’Aula Paolo VI alle ore 11.00 di questa mattina incontrando tutti i rappresentanti dei media che hanno collaborato durante il periodo del Conclave e la seguente elezione. In aula circa 5000 tra giornalisti, cameramen, social media manager accreditati presso la Sala Stampa Vaticana, hanno accolto il nuovo Pontefice con grande entusiasmo, interrompendo molte volte il discorso con applausi di consenso.

«Disarmate, disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dall’aggressività» così Leone XIV, riprendendo le parole di Papa Francesco in occasione della LIX Giornata Mondiale delle Comunicazioni, rivolge, nel cuore del suo messaggio, un accorato appello al disarmo delle parole e del linguaggio.
Da buon figlio di sant’Agostino, il Papa cita una frase del santo emblematica per i nostri tempi «Viviamo bene e i tempi saranno buoni» (cfr. Discorso 311), così ha esortato tutti i comunicatori a svolgere una comunicazione capace di uscire dalla confusione della “Torre di Babele” per abitare il contesto odierno e rianimarlo con il linguaggio dell’amore, privo di ideologie o faziosità. L’invito è quello di tornare ad essere “operatori di pace” come disse Gesù nel “Discorso della montagna”; operatori che sappiano mettersi al servizio della verità, a costo della vita.
Ed è proprio di quei giornalisti che adesso si trovano in prigione per il solo motivo di aver detto il vero, di aver speso la loro vita per comunicare la verità dei fatti nei luoghi più disparati della terra fra guerre e povertà, che il Papa ha voluto fare memoria: «Permettetemi allora di ribadire oggi la solidarietà della Chiesa ai giornalisti incarcerati per aver cercato di raccontare la verità, e con queste parole anche chiederne la liberazione di questi giornalisti incarcerati. La Chiesa riconosce in questi testimoni – penso a coloro che raccontano la guerra anche a costo della vita – il coraggio di chi difende la dignità, la giustizia e il diritto dei popoli a essere informati, perché solo i popoli informati possono fare scelte libere. La sofferenza di questi giornalisti imprigionati interpella la coscienza delle Nazioni e della comunità internazionale, richiamando tutti noi a custodire il bene prezioso della libertà di espressione e di stampa».
Infine, Leone XIV ha incoraggiato a fare scelte concrete per comunicare la pace che tanto manca al nostro mondo, per essere in prima linea nel narrare non solo i conflitti, ma anche il lavoro silenziosi di tanti in favore del bene. Alla fine dell’incontro, il Papa si è intrattenuto a salutare i rappresentati dei media convenuti presso l’Aula Nervi. Un applauso molto corposo ha accompagnato l’incontro con tra il Papa e i portavoce della Sala Stampa Vaticana, sia con l’attuale Matteo Bruni che con Padre Fedrico Lombardi, portavoce durante il pontificato di Benedetto XVI; segni questi di una Chiesa che continua a consegnare il suo messaggio anche attraverso i mezzi di comunicazione vecchi e nuovi e attraverso figure di riferimento che sono rimaneste o sono tutt’ora figure eminenti e di grande esempio comunicativo, sia interno che esterno.