Grazia, fede e giustizia

Prima visita di Papa Leone XIV alla Basilica di San Paolo fuori le mura

Vincenzo Foti

Da domenica scorsa, 18 maggio, Papa Leone XIV, con la partecipata celebrazione eucaristica in Piazza San Pietro, ha dato ufficialmente il via al suo pontificato. Come di consueto, il Pontefice è tenuto a prendere possesso di tutte le altre Basiliche papali. Ieri, infatti, si è recato in visita, per la prima volta, presso la Basilica papale di San Paolo fuori le mura per venerare il “Trofeo” dell’ apostolo delle genti. Papa Leone ha commentato, nel suo saluto, un passo della lettera ai Romani, dove Paolo rimarca i temi di grazia, fede e giustizia.

All’arrivo nella Basilica, il Papa è stato accolto dal Padre Abate dom Donato Ogliari e dall’Arciprete della Basilica, il card. James Michael Harvey. Dopo, in processione, insieme ai monaci benedettini, è entrato in Basilica dalla Porta Santa e si è avviato verso l’abside. Arrivato alla Confessione, Papa Leone XIV è sceso per venerare il sepolcro di San Paolo. Quindi il Santo Padre si è rivolto ai presenti per introdurre la lettura di un brano della Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani.

Il Pontefice ha ricordato come Paolo, ma anche sant’Agostino, entrambi convertiti, riconoscono la grazia, proveniente da Dio li preceda e stia a fondamento stabile della loro stessa chiamata: « Alla radice di ogni vocazione c’è Dio: la sua misericordia, la sua bontà, generosa come quella di una madre (cfr Is 66,12-14), che naturalmente, attraverso il suo stesso corpo, nutre il suo bambino quando è ancora incapace di alimentarsi da solo (cfr S. Agostino, Esp. sul Salmo 130, 9)». Questa grazia, però, non ingabbia, ma lascia l’uomo nella piena libertà di poter scegliere se aderirvi, come accadde a Paolo che parla di “obbedienza della fede”: «Il Signore, infatti, apparendogli sulla via di Damasco (cfr. At 9,1-30), non lo ha privato della sua libertà, ma gli ha lasciato la possibilità di una scelta, di una obbedienza frutto di fatica, di lotte interiori ed esteriori, che lui ha accettato di affrontare. La salvezza non viene per incanto, ma per un mistero di grazia e di fede, di amore preveniente di Dio, e di adesione fiduciosa e libera da parte dell’uomo (cfr. 2Tm 1,12)».

Infine, il Papa ha chiesto per tutti, la stessa trasformazione di fede che è avvenuta nella vita di Saulo per rispondere a quell’invito con la stessa forza e parresia, fino al martirio, perché possa nella debolezza rivelarsi la forza dell’amore di Dio che giustifica. Richiamando un discorso di Papa Benedetto XVI ai giovani in occasione della XXVI Giornata mondiale della gioventù a Madrid, ha sottolineato come la radice di ogni missione, anche del Papa, è quella di riconoscersi e sentirsi profondamente amati da Dio. Papa Leone commentando questi tre temi della Lettera ai Romani, ha continuato a tracciare le linee del suo pontificato, già chiaro e preciso dal primo affaccio alla loggia centrale nel giorno della sua elezione: rimettere al centro Cristo quale fonte e principio della pace e della vita,

Dopo un breve momento di silenzio, Papa Leone si è recato all’altare per venerare il Trofeo dell’Apostolo, e rendere omaggio con l’incensazione. La preghiera si è conclusa con il Padre nostro e la consueta benedizione papale. Domenica 25 maggio toccherà alle Basiliche papali di San Giovanni in Laterano, madre e capo di tutte le chiese del mondo e luogo dove è custodita la “cattedra” del Papa, segno del suo essere pastore, e Santa Maria Maggiore, basilica molto cara a Papa Francesco e nella quale si trova la sua tomba.