La crisi ucraina si fa sentire anche in Africa

José Capiñgala Claudina António

La prudenza e le ragioni politico-economiche stanno alla base del fatto che la metà dei paesi africani si siano astenuti, oppure non abbiano partecipato al voto, con il quale l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, lo scorso 2 marzo 2022, ha condannando l’invasione russa dell’Ucraina. L’unico paese africano che ha votato a favore della Russia è stato l’Eritrea, mentre che altri 24 hanno votato contro.

È vero che la Federazione Russa, nata dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, è stata costretta a ridurre le sue ambizioni nel continente africano, a partire dagli anni 2000, pero c’è stata una decisa e rilevante ripresa delle relazioni politiche e commerciali.  Lo scambio commerciale tra Russia e Africa è passato da 3,4 miliardi di dollari nel 2005 a circa 20 miliardi nel 2019. Cifre significative, anche se inferiori a quelle della Cina (200 miliardi di dollari all’anno) e della Francia (55 miliardi di dollari all’anno).

Il conflitto armato potrebbe avere gravi effetti politici ed economici su molti paesi africani, perché sia la Russia che l’Ucraina hanno un’influenza molto forte sulla politica economica di molti paesi africani. La Russia è impegnata nel commercio di armi e monnezza, nell’addestramento militare, nell’estrazione mineraria per la metallurgia, nell’industria chimica, nei prodotti agricoli e nei progetti di infrastrutture e ultimamente con la fornitura di dosi del vaccino russo Sputnik V per la lotta contro il COVID-19.

D’altra parte, molti paesi africani hanno relazioni commerciali molto forti con l’Ucraina fin dagli anni 60, quando faceva ancora parte dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), soprattutto in settori come il grano (essendo il quinto esportatore mondiale di grano), le attrezzature agricole o i prodotti metallurgici. Era anche una destinazione scelta da molti studenti africani, in particolare per le specialità di ingegneria e medicina.

Per l’analista ed ex ambasciatore ucraino in Egitto, Kenya e Sudan, Andriy Veselovsky, “le relazioni tra Ucraina e paesi africani non sono cambiate molto oggi”. L’Istituto tedesco di Kiev per l’economia mondiale (Ifw) prevede che la guerra potrebbe danneggiare significativamente “l’offerta di cereali utilizzati per la produzione alimentare nel continente africano, rendendola più costosa”. I primi segni si fanno già sentire in molti paesi, l’aumento del prezzo dei beni di prima necessità, in particolare l’aumento del prezzo del pane, del diesel e della benzina.