L’Ucraina verso l’Unione Europea

Bohdan Luhovyi

Lo scorso 28 febbraio, nei primi giorni della guerra, il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato una domanda di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Commentando questa richiesta, presentata in circostanze così tragiche, lo stesso Zelensky ha affermato: “Sono convinto che sia giusto. Ce lo siamo meritati”.

La percezione generale è che il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea potrà esperimentare un’accelerazione significativa dopo l’invasione su vasta scala delle truppe russe nel territorio di uno stato sovrano. Si porrà così fine agli sforzi russi per impedire all’Ucraina di avanzare verso l’UE che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

Secondo l’interpretazione di Politico, con questo atto ingiustificato il Cremlino ha reso grande e di nuovo unita l’UE. “Da Sofia a Stoccolma, le divisioni interne dell’Europa su come rispondere all’aggressione di Putin sono scomparse negli ultimi giorni poiché le dimensioni storiche dell’invasione – la più grande sfida per l’architettura di sicurezza occidentale degli ultimi decenni – hanno unito l’Europa”.

Si sottolinea il fatto che, lo stesso giorno, Ursula von der Leyen abbia dichiarato il suo sostegno all’adesione dell’Ucraina all’UE e, per la prima volta nella storia europea, si sia deciso di finanziare l’acquisto di armi per le forze di difesa ucraine. L’accordo di associazione è il principale strumento per avvicinare maggiormente l’Ucraina e l’UE. Esso promuove l’approfondimento dei legami politici, il rafforzamento dei collegamenti economici, il rispetto dei valori comuni. Naturalmente, questa procedura è appena stata avviata e la sua parte finale richiede ancora molti passi sia da parte dei leader europei che da parte ucraina. Tuttavia, questo passaggio invia un chiaro segnale al mondo intero: l’Ucraina è parte integrante del mondo europeo.