Semplici “elezioni politiche” o Conclave?

Vincenzo Foti

La necessità di rimettere al centro il vero protagonista del Conclave

A pochi giorni dall’inizio del Conclave, le speculazioni dei giornalisti delle trasmissioni televisive tentano di individuare favoriti e possibili futuri vescovi di Roma. I cardinali giunti a Roma in queste ore sono presi d’assalto per strappare dalle loro parole scoop e notizie frizzanti che possano essere date in pasto al loro pubblico. Ma c’è da chiedersi quanto queste pressioni e le speculazioni, molto spesso interpretate, anche nel linguaggio, come se fossero semplici elezioni politiche, si avvicinano all’idea vera e propria del Conclave.

Come spesso si sente ripetere i cardinali, riuniti per le Congregazioni, rimangono con le “bocche cucite”. «Vi sopporto perché sono figlio di giornalisti», così il card. Matteo Zuppi risponde all’assalto dei microfoni di La7. La pressione sui cardinali è altissima, tanto che molti, proprio per evitare di essere intercettati dai giornalisti, nonostante l’esortazione di celebrare la messa di domenica 4 maggio nelle parrocchie di cui sono titolari, hanno scelto di non esporsi e celebrare in forma privata. A San Marcello al Corso l’ex arcivescovo di Firenze il card. Giuseppe Betori, ai microfoni di Rai News, ha tentato di rimettere al centro il vero protagonista del Conclave: “Il dialogo è tra noi e il Signore. Lasciamoci guidare dal Vangelo”. Forse è proprio quello che sta mancando nella visione dei nostri tempi. Sembra come se si stesse scegliendo solo un capo di stato e non il pastore della Chiesa Universale.

Anche le notizie provenienti dai social increspano le acque. L’irriverente foto postata da Donald Trump sui profili social della Casa Bianca ha creato non pochi malcontenti e un triste e sgradito senso di scherno. All’indomani dell’apprezzamento del presidente americano per il cardinale newyorkese Timothy Dolan, quest’ultimo esprime dissenso sulla foto del ‘presidente-Papa’: “Ha fatto una brutta figura”. Avvenire riporta che non è stato fatto alcun commento sulla foto di Trump vestito da Papa da parte della Sala Stampa vaticana. La Conferenza episcopale dello Stato di New York, invece, ha criticato pubblicamente il post del presidente Usa, Donald Trump, in cui si ritrae nelle vesti di Papa. «Non c’è niente di intelligente o divertente in questa immagine, signor presidente. Abbiamo appena seppellito il nostro amato papa Francesco e i cardinali stanno per entrare in un solenne Conclave per eleggere un nuovo successore di San Pietro. Non ci faccia il verso», si legge in un post sull’account ufficiale della Conferenza episcopale.

Forse che l’opinione pubblica e il framing giornalistico stanno dimenticando o banalizzando l’elezione del successore di Pietro? Per fortuna c’è un popolo silente e che ricorda il “piccolo gregge”, a cui spesso si riferiva Benedetto XVI, che continua a pregare intensamente e con profonda fede perché lo Spirito Santo possa soffiare sulla storica cappella affrescata da Michelangelo. È proprio questo che il card. Dolan ha chiesto ai fedeli nella messa celebrata ieri presieduta nella chiesa Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario: «La settimana che si apre è molto importante. Ho chiesto preghiere nell’omelia perché ne abbiamo veramente bisogno. Si sentono le preghiere delle persone nel mondo e ieri, prima che ci lasciassimo, il cardinal decano, il cardinal Re, ci ha detto: assicuratevi che le persone preghino per noi».

Bisogna allora rimettere al centro l’invito dei cardinali nel messaggio pubblicato il 30 aprile per rimettere al centro il vero protagonista del Conclave, fuori da possibili complotti, cordate o veleni umani: «Di fronte alla grandezza del compito imminente e alle urgenze dei tempi presenti, è prima di tutto necessario farsi strumenti umili dell’infinita Sapienza e Provvidenza del Padre Celeste, nella docilità all’azione dello Spirito Santo. È infatti Lui il protagonista della vita del Popolo di Dio, Colui che dobbiamo ascoltare, accogliendo ciò che dice alla Chiesa».